Primo posto in U14, secondo in Seconda Divisione: coach Medico applaude le sue "furie rosse"
14-01-2026 11:18 -
Le due vittorie di domenica 11 gennaio, al mattino contro Offida in under 14, il pomeriggio nel derby di Seconda Divisione contro la RSV Food Matic, hanno consentito alla RSV Catia Isopi Assicurazioni di ottenere con una giornata di anticipo la matematica certezza della posizione in classifica nella prima fase: primo posto nell’under 14 e secondo in Seconda Divisione. Un risultato per certi versi incredibile, soprattutto per il campionato di Seconda Divisione che doveva servire soprattutto per far crescere il gruppo
“La Seconda Divisione è nata come secondo campionato per far fare esperienza – spiega coach Maurizio Medico - mentre l’under 14 era il nostro campionato di riferimento. La Seconda Divisione l’abbiamo utilizzata per migliorare i meccanismi e i sistemi di gioco, senza avere velleità di classifica. E non si tratta neppure del classico “l’appetito vien mangiando”, solo che a mano a mano che giochiamo miglioriamo e inevitabilmente le vittorie arrivano. A noi interessa in particolare la qualità del gesto tecnico, lungi da me qualsiasi ambizione di classifica. Però ora sono contento che siamo seconde in classifica con merito perché così nella seconda fase giochiamo partite di livello con il girone delle prime e delle seconde che è altra cosa che giocare con le terze e le quarte, sicuramente molta più qualità. E’ un obiettivo che è venuto strada facendo, visto il livello delle squadre di Seconda Divisione che permette ad una formazione di 2012 e 2013 di giocare per il secondo posto. Abbiamo fissato i nostri obiettivi, abbiamo fissato delle linee guida tecniche che non sono vengono da me ma da chi è più bravo di me, da Roma. Noi seguiamo quelle, se occorre fare determinate cose le facciamo, così come facciamo tutto quello che serve per arrivare a determinati obiettivi tecnici. Se queste ragazze riescono ad eseguirle, anche con metodo, sicuramente bisogna dire brave a loro che riescono ad applicare tutto quello che gli si chiede con un determinato sistema e con certe metodiche. L’Under 14 è sicuramente il campionato di riferimento ma ci sono poche partite, siamo arrivate prime nel girone quindi andremo a giocare l’ultima partita della prima fase di entrambi i campionati “con il cappuccino in mano” perché nessuno ci potrà togliere il primo posto in U14 e il secondo in Seconda Divisione che è quello per cui abbiamo giocato. Ma non per vincere, non si decide nulla in questa prima e seconda fase, ma per giocare partite importanti con le migliori. Giocare con squadre forti è quello che ho sempre desiderato, è la mia filosofia di gioco, si impara sbagliando e giocando con le più forti, non vincendo a mani basse. Abbiamo bisogno di alzare l’asticella”.
Di fatto archiviata la prima fase (anche se ancora c’è da disputare l’ultima partita in entrambi i campionati), coach Maurizio Medico analizza l’andamento del suo gruppo in questa prima fase, in quello che più che un bilancio assomiglia piuttosto ad una vera e propria dichiarazione d’amore per le sue straordinarie “furie rosse”
“Sono strafelice di quello che hanno fatto le ragazze – afferma l’allenatore rossoblu - sono tutte molte brave, mi dispiace tantissimo per chi ha giocato di meno, so che meriterebbero di più. Per questo non vedo l’ora che inizi il campionato di Terza Divisione, le ragazze lo meritano, i genitori fremono di vederle giocare, capisco tutto ciò, faccio il possibile per far giocare tutte. Se mi seguono e si allenano bene non convocarle per me sarebbe un delitto. Il loro campionato è in avvio, spero di poterle accontentare tutte, sono convinto che questa strategia sia valida, bisogna solo avere pazienza. Le ragazze sono squisite, è un gruppo fantastico, si trova bene dentro e fuori, non posso chiedere di più, ho avuto la fortuna nella mia carriera di allenare gruppi forti e promettenti. Anche se poi non si tratta di fortuna, piuttosto lo è il fatto che le ragazze sono accompagnate da genitori intelligenti che capiscono determinate situazioni, alcune ancora le dovranno capire. Però la nostra bravura, la mia e di Teo (Matteo Spina) è nel saperle motivare, responsabilizzare, siamo molto competitivi e quindi riusciamo ad ottenere il massimo da loro. Occorre un po' di fortuna avere ragazze fisiche che sanno giocare a pallavolo. Riusciremo ad arrivare agli obiettivi? Non lo so, so che ora si è conclusa una settimana di festa e arriveranno due partite ininfluenti, l’ultima di U14 determinerà la classifica avulsa delle prime ma poco importa, mi interessano le partite che giochiamo, come le giochiamo, che in mezzo al campo non ci siano prime donne, come è stato domenica pomeriggio. Si è vista una grande pallavolo, sono ragazze che fanno innamorare chi le guarda giocare, ad oggi giocano con piena consapevolezza, ognuna è responsabile e motivata, ognuna sa di essere fondamentale per il gruppo, sa che se sbaglia qualcosa ci sono le compagne che l’aiutano. Cosa pretendere più di questo da ragazze di questa età così complicata? Sono fortunato ad avere questo gruppo, come quelli in precedenza. Quello che sarà il futuro non lo so, posso solo gioire per il momento e godermi queste giornate, sono strafelice e contentissimo di questo gruppo, l’allenerei ogni giorno, non vedo l’ora di andarci e aspettarle, anche per una semplice chiacchierata, per vederle sorridere, per lo spirito di squadra e di appartenenza. Tutto quello che facciamo abbiamo la fortuna di farlo con un gruppo che recepisce, che ti ridà tutto quello che gli dai, partite, tornei, cene, sono sempre sorridenti. E’ un momento buono, cerchiamo di mantenerlo a lungo. Ora ci aspettano 2 mesi più tranquilli per la seconda fase, poi la terza sarà per pochi, sicuramente da evitare per i deboli di cuore. Però adesso è un momento in cui possiamo andare a lavorare senza patemi, cercheremo di fare amichevoli importanti, per alzare ulteriormente l’asticella. Al torneo sono andate benissimo, sono tornate carichissime, hanno risposto positivamente a differenza del passato quando, dopo il torneo, avevano un rilassamento e un calo. Invece stavolta hanno giocato bene e ora vorrei competere con squadre di alto livello per capire cosa possono fare. Perché non dargli l’opportunità di ambire a diventare grandi giocatrici per la nostra squadra, ho grandi aspettative per loro, consapevole delle loro capacità. Spero davvero che il futuro ci sorrida, che sorrida a loro, io ci sto mettendo l’anima e spero che la società possa gioire a fine stagione”