La RSV Catia Isopi Assicurazioni cede il primo set ma chiude la prima fase con tutte vittorie
27-01-2026 15:25 -
Cede il primo set della stagione (in under 14) ma alla fine vince la decima partita consecutiva, con qualche sofferenza di troppo, la RSV Catia Isopi Assicurazioni. Le ragazze di Maurizio Medico superano 3-1 la Uniweld Centovolley dopo una partita con troppi alti e bassi, giocata in un clima esageratamente esasperato. Si sapeva che era una partita difficile, proprio per l'ambiente in cui si è giocata ma anche e soprattutto per la forza delle avversarie, non a caso lo scorso anno tra le prime 4 nel campionato under 13. Le rossoblu sono scese in campo troppo tese e non hanno approcciato al meglio la gara, anche se poi pian piano hanno trovato un pizzico di serenità in più, vincendo con relativa tranquillità il primo set. Neppure il parziale vinto è riuscito a tranquillizzarle, timorose e contratte anche nel secondo set, con le avversarie brave ad approfittarne per prendere un po' di vantaggio. Poi, sotto 15-19, la formazione di Maurizio Medico ha trovato un gran turno al servizio di Mila Faraone, con il clamoroso break di 10-0 per il 2-0.
Anche nel terzo set, però, le rossoblu sono partite male, andando sotto 8-1. Poi il recupero e il pareggio, con un importante turno al servizio, e sul 9-9 l'incredibile abbaglio dell'arbitro associato che, caso unico nella storia della pallavolo, ha fischiato una palla accompagnata su un tocco (vincente) sopra il nastro della rete. Le ragazze di Maurizio Medico hanno avuto il demerito di innervosirsi su quella colossale svista, con le padrone di casa pronte ad approfittarne per allungare nuovamente e, nonostante il nuovo recupero delle rossoblu nel finale di set, per portare a casa il set. Nella quarta frazione, poi, pur senza brillare la RSV Catia Isopi Assicurazioni ha comunque ripreso il comando della partita, rischiando nel finale, quando da 24-20 si è fatta recuperare fino al 24-24, prima di chiudere 26-24.
“Sapevamo che sarebbe stata una partita ostica – commenta coach Medico - sia perché giocavamo contro una diretta rivale, lo scorso anno semifinalista in under 13, sia per l'importanza del risultato per la classifica avulsa e, quindi, per avere un percorso migliore. Non sono riuscito a tranquillizzarle a pieno, abbiamo sbagliato l'approccio alla partita e abbiamo giocato sotto tono, a parte il fatto che in campo si pattinava. Probabilmente loro sono abituate a giocare in quella situazione, ma ho visto le difficoltà delle mie ragazze nell'andare a prendere la palla, da posizione di attesa poi facevano fatica a muoversi. Sicuramente le avversarie ci hanno studiato bene, hanno doti di squadra, quando giocano unite riescono ad essere competitive, difendono tantissimo, poi con un attacco con una palla sistemata è più difficile giocare, noi abbiamo ancora delle difficoltà a muro, pur avendo centrali altissime non riusciamo ancora ad essere incisive. Abbiamo sempre problemi di allenamenti, abbiamo poco tempo e dobbiamo fare delle scelte tecniche su dove lavorare e sul muro abbiamo lavorato poco fino ad ora e in quelle situazioni ci sono problemi. Le ragazze stanno capendo come posizionarsi ma ci vuole tempo, dobbiamo fare il nostro percorso. Noi non abbiamo attaccato bene, abbiamo avuto troppa paura, con palla non buona non tiravamo e dall'altra parte così non potevi trovare il buco, non rischiavamo il colpo e difficilmente la palla cadeva. Non siamo state brave in attacco, abbiamo faticato a fare il primo tocco e per noi che puntiamo a fare bene nel fondamentale di attacco non è di poco conto. Abbiamo faticato anche in battuta, fortunatamente nel secondo set abbiamo trovato un gran turno al servizio di Mila, cosa che non è invece avvenuta nel terzo set anche per un po' di nervosismo in più dovuto ad un clamoroso errore arbitrale. Ma le ragazze se devono andare a vincere devono imparare a superare anche questi ostacoli, sicuramente le avversarie nel terzo set ci hanno creduto più di noi, dopo quell'errore noi ci siamo innervosite e dall'altra parte invece erano più motivate. D'altra parte c'è chi gioca contro noi mentre noi giochiamo contro noi stesse, se avessimo quella capacità di non pensare agli altri saremmo già professioniste. Io in campo penso solo alle mie ragazze, altri invece pensano a noi, la rivalità nei nostri confronti significa che siamo importanti e che ci ritengono superiori e, quindi, vogliono metterci i bastoni tra le ruote. Io invece preferisco pensare solo alle mie ragazze, dal punto di vista tecnico ma anche emotivo perché le partite e i punti non si vincono solo con la tecnica. Alla fine il risultato di 3-1 è giusto, nel quarto set abbiamo rischiato dal 24-20 perché siamo state poco incisive”
“L'arbitro associato è stata brava – conclude Maurizio Medico - ha fatto quello che sentiva di fare, io non ho proferito parola, su alcune palle ho anche cercato di aiutare, il problema è sempre l'esasperazione che poi si riversa su chi gioca, bisognerebbe fare dei corsi di mentalità a chi assiste, si pensa sempre e solo al punteggio, al risultato. Ha commesso quel clamoroso errore nel terzo set, forse è stata un po' influenzata dalle proteste e dalle richieste nei punti precedenti, per il resto ha fatto giusto quello che ha fatto. Però per una partita così delicata era giusto che la federazione mandasse un arbitro federale, ma lasciamo perdere...”