Seconda fase, formula, crescita del gruppo: il punto di Maurizio Medico sull'U14
27-01-2026 16:12 -
Con il successo per 3-1 a Monteprandone, la RSV Catia Isopi Assicurazioni ha chiuso con percorso netto di vittorie (e un solo set perso) la prima fase. Ora, dopo una settimana di pausa, partirà la seconda fase che vedrà la formazione rossoblu scontrarsi, in gare di sola andata, con le squadre che hanno concluso al primo posto gli altri tre gironi, prima di partire con la fase ad eliminazione diretta (ottavi e quarti di finale) che le rossoblu potranno giocare tra le mura amiche, a prescindere da come si concluderà la seconda fase. In attesa di ripartire, è il momento per coach Medico per fare il punto sulla situazione del campionato under 14, con uno sguardo anche alla formula e alla crescita complessiva del suo gruppo (che comprende 2012 e 2013).
“Purtroppo il 3-1 non ci consente di avere il vantaggio di giocare, nella seconda fase, 2 partite in casa ma non c’è problema, andremo a giocare dove dobbiamo andare, non mi interessa, se siamo forti andiamo e vinciamo, se invece abbiamo problemi tecnici o caratteriali cadremo e cercheremo di rialzarci e migliorare, l’importante è che le ragazze giochino sempre al 110%, non sotto tono Per arrivare agli obiettivi tutte devono essere pronte” spiega coach Medico. Che, poi, ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalle scarpe per quanto riguarda la formula del campionato.
“La formula è una boiata fatta senza criterio – sostiene l’allenatore rossoblu - senza pensare alla qualità, come purtroppo capita da queste parti. Invece di farlo per qualità è stato fatto a caso, bastava che si andassero a vedere le semifinaliste dell’anno scorso in under 13 per dividerle nei vari gironi. Invece ci è toccato di giocare con un’altra semifinalista, una squadra importante rispetto agli altri gironi dove le prime classificate hanno avuto quasi sempre partite più facili. Da un lato non è una cosa negativa, da sempre sono fautore del girone di elite dove l’obiettivo è giocare tutte le partite importanti, da questo punto di vista ci è andata bene, abbiamo giocato contro una semifinalista e almeno 2 partite difficili le abbiamo fatte. Però questo doveva essere uguale per tutte non solo per noi, perché se è un bene che abbiamo fatto partite importanti questo ha poi determinato che nella seconda fase dovremo giocare 2 partite fuori casa e non è sempre facile. In ogni caso l’obiettivo di inizio stagione era arrivare primi per poi giocare nella seconda fase con squadre più forti, almeno teoricamente, come Ascoli, Emmont e Rapagnano sulla carta la squadra da battere, considerando che ha vinto l’anno scorso in under 13 e si è rinforzata con la collaborazione con Fermo”.
Come sempre, poi, Maurizio Medico ci tiene ad elogiare il suo gruppo, allargando lo sguardo anche ai prossimi impegni nei vari campionati. “Non mi stancherò mai di sottolineare la grande disponibilità delle ragazze – afferma - in linea con la mentalità che cerco di creare, senza dimenticare mai che questo è un gruppo selezionato. Dalla prossima domenica partirà anche la Terza Divisione, le under 13 (2013) hanno bisogno di giocare, purtroppo il loro campionato di riferimento, l’under 13, non è per nulla competitivo, mentre in under 14 per le 2013 in certe partite è complicato per capacità tecniche e fisiche. Sono tutte molto forti ma rispetto alle 2012 in under 14 ancora non sono in grado di fare la differenza. Ora inizia il campionato, si stancheranno di giocare e ci saranno ulteriori problemi ma ben venga. Devono essere pronte a sacrificarsi, ci sono 4 campionati in ballo e bisogna farli nel giusto modo”.
Per chiudere l’allenatore rossoblu svela il piccolo “mistero” della foto con la cascata pubblicato, dopo la partita di domenica mattina, sul gruppo whatsapp della squadra. “L’emotività fa parte della gara – spiega Maurizio Medico - per questo cerco di leggere, studiare e campire per non caricare troppo emotivamente le ragazze. La metafora della cascata ne abbiamo parlato il giorno prima della partita, la bellezza nel vedere una cascata non è solo un aspetto visivo ma anche olfattivo e sensoriale, i rumori, lo scroscio dell’acqua, il percorso del fiume. Le ragazze sono come l’acqua che quando scorre incappa nelle rocce che la fanno sbattere e cadere ma devono rialzarsi e continuare il proprio percorso. Il problema è che a volte quando cadi e ti rialzi non vai avanti per la paura, il mio compito è di far capire che fa parte del percorso sbagliare e cadere. La bellezza della cascata deriva anche e soprattutto dagli ostacoli che trova, quindi le sprono a rialzarsi e a superare gli ostacoli per diventare più “belle”