Happyfania Volley: il direttore tecnico Maurizio Medico promuove le tre squadre femminili
07-01-2026 19:36 - NEWS GENERICHE
“E’ importante partecipare a questi tornei perché sono momenti di verifica e di stimolo, sono parte della mia visione e della strategia del percorso per formare le atlete”. Esordisce così il direttore tecnico del settore femminile nelle sue considerazioni finali sul torneo Happyfania Volley, prima di analizzare aspettative e risultati delle tre formazioni femminili che vi hanno partecipato (RSV Fi.fa Security nell’under 18, RSV Catia Isopi Assicurazioni nell’under 14 e nell’under 13).
“Quello dell’under 18 è un gruppo disomogeneo – afferma Maurizio Medico - che non ha molte ragazze della categoria, tanto che abbiamo pensato per il torneo all’innesto di una fuoriquota. Dentro ci sono ragazze molto giovani fino al 2011, dal 2007 al 2011 il gap è molto elevato. Sapevamo che il coach ha grandi doti, è stato bravo a gestire il gruppo disomogeneo ma sicuramente in crescita. Escono dal torneo con un bagaglio che li stimolerà e le aiuterà ad affrontare il finale di stagione con ancora maggiore determinazione. Le 2011 che sono dentro hanno un grande futuro, hanno fatto poca esperienza rispetto a quello che si aspettavano ma il livello era abbastanza alto. Sapevamo che l’under 18 era un torneo di spessore. La squadra però si è ben compattata e con un pizzico di fortuna in più avremmo potuto avere un piazzamento migliore. Poco importa, escono dal torneo con il morale alto, il lavoro paga sempre, Attilio ha fatto davvero un gran lavoro su questo gruppo”.
Il direttore tecnico, poi, passa ad analizzare i due gruppi che allena, insieme a Matteo Spina. “Le ragazze dell’U14 in questo torneo hanno superato la soglia diverse volte, nella loro categoria c’erano 24 squadre, di cui più della metà di alto livello, per questo hanno sempre dovuto alzare l’asticella. L’hanno fatto, sia dal punto di vista tecnico che fisico, purtroppo il roster era troppo ridotto, affrontare il torneo con 8 ragazze le ha messe spesso in difficoltà, quando avevano bisogno di rifiatare per ritrovare lucidità non potevano farlo. Hanno dovuto sempre superare se stesse, uscire dalle difficoltà. Spesso l’hanno fatto, altre volte non ci sono riuscite. Però si sono sempre fatte trovare pronte, hanno sgomitato, hanno dimostrato carattere, è un gruppo che si fa voler bene da tutti perché le vedi in mezzo al campo lottare, di sicuro con loro ci si divertirà tanto. Se vogliamo andare a sindacare, la finale persa poteva andare in altro modo, visto che stavamo vincendo contro una squadra che nella prima giornata del torneo sembrava inarrivabile. Invece la situazione si è capovolta, tanto che alla fine la differenza l’hanno fatta i nostri errori, non la loro prestazione. Noi siamo cresciute, purtroppo poi hanno influito la nostra agitazione e le nostre ansie. Dopo il primo set perso, il secondo lo abbiamo vinto bene, poi la differenza l’ha fatta la panchina poco lunga che non ci permette di far rifiatare le ragazze quando hanno bisogno di riposare. Sicuramente rispetto alla passata stagione siamo migliorate, certe partite non eravamo in grado di affrontarle. Anche con la Gada Pescara (ndr poi vincitrice del torneo) all’inizio ci siamo fatte vedere, purtroppo poi non riusciamo a mantenere quell’intensità, abbiamo pagato dazio ma lo sapevamo. Sicuramente il livello lo abbiamo alzato, dobbiamo cercare di mantenerlo anche nel campionato. Comunque chiudere seste su 24 squadre non è poca roba”.
“Quello dell’under 13 – conclude Maurizio Medico - è un gruppo talentuoso, sono 3 anni che le alleniamo, al torneo il gruppo lo ha guidato Matteo Spina perché, a parte la prima, le partite erano concomitanti. Credo che il 2026 sarà il loro anno, anche se pure il 2025 lo è stato, hanno vinto l’under 12 e ottenuto un bel piazzamento nelle finali under 13. Hanno sicuramente un bel futuro. Forse il 5° posto ci sta stretto, sulla carta eravamo la squadra favorita ma un torneo per ragazze che non hanno ancora dimestichezza ad affrontare partite di quel livello, dove anche sbagliare un punto può incidere, è complicato. Una sola partita persa non ci ha consentito di giocare per i primi 4 posti ma va bene lo stesso. Matteo si è ben comportato, questi tornei servono anche a far crescere gli allenatori, il compito era far giocare tutte e più o meno è avvenuto. Poi non è sempre semplice, anche in un roster così importante se le ragazze in campo di dimostrano di livello è difficile cambiarle perché è uno spettacolo vederle giocare”.
“Quello dell’under 18 è un gruppo disomogeneo – afferma Maurizio Medico - che non ha molte ragazze della categoria, tanto che abbiamo pensato per il torneo all’innesto di una fuoriquota. Dentro ci sono ragazze molto giovani fino al 2011, dal 2007 al 2011 il gap è molto elevato. Sapevamo che il coach ha grandi doti, è stato bravo a gestire il gruppo disomogeneo ma sicuramente in crescita. Escono dal torneo con un bagaglio che li stimolerà e le aiuterà ad affrontare il finale di stagione con ancora maggiore determinazione. Le 2011 che sono dentro hanno un grande futuro, hanno fatto poca esperienza rispetto a quello che si aspettavano ma il livello era abbastanza alto. Sapevamo che l’under 18 era un torneo di spessore. La squadra però si è ben compattata e con un pizzico di fortuna in più avremmo potuto avere un piazzamento migliore. Poco importa, escono dal torneo con il morale alto, il lavoro paga sempre, Attilio ha fatto davvero un gran lavoro su questo gruppo”.
Il direttore tecnico, poi, passa ad analizzare i due gruppi che allena, insieme a Matteo Spina. “Le ragazze dell’U14 in questo torneo hanno superato la soglia diverse volte, nella loro categoria c’erano 24 squadre, di cui più della metà di alto livello, per questo hanno sempre dovuto alzare l’asticella. L’hanno fatto, sia dal punto di vista tecnico che fisico, purtroppo il roster era troppo ridotto, affrontare il torneo con 8 ragazze le ha messe spesso in difficoltà, quando avevano bisogno di rifiatare per ritrovare lucidità non potevano farlo. Hanno dovuto sempre superare se stesse, uscire dalle difficoltà. Spesso l’hanno fatto, altre volte non ci sono riuscite. Però si sono sempre fatte trovare pronte, hanno sgomitato, hanno dimostrato carattere, è un gruppo che si fa voler bene da tutti perché le vedi in mezzo al campo lottare, di sicuro con loro ci si divertirà tanto. Se vogliamo andare a sindacare, la finale persa poteva andare in altro modo, visto che stavamo vincendo contro una squadra che nella prima giornata del torneo sembrava inarrivabile. Invece la situazione si è capovolta, tanto che alla fine la differenza l’hanno fatta i nostri errori, non la loro prestazione. Noi siamo cresciute, purtroppo poi hanno influito la nostra agitazione e le nostre ansie. Dopo il primo set perso, il secondo lo abbiamo vinto bene, poi la differenza l’ha fatta la panchina poco lunga che non ci permette di far rifiatare le ragazze quando hanno bisogno di riposare. Sicuramente rispetto alla passata stagione siamo migliorate, certe partite non eravamo in grado di affrontarle. Anche con la Gada Pescara (ndr poi vincitrice del torneo) all’inizio ci siamo fatte vedere, purtroppo poi non riusciamo a mantenere quell’intensità, abbiamo pagato dazio ma lo sapevamo. Sicuramente il livello lo abbiamo alzato, dobbiamo cercare di mantenerlo anche nel campionato. Comunque chiudere seste su 24 squadre non è poca roba”.
“Quello dell’under 13 – conclude Maurizio Medico - è un gruppo talentuoso, sono 3 anni che le alleniamo, al torneo il gruppo lo ha guidato Matteo Spina perché, a parte la prima, le partite erano concomitanti. Credo che il 2026 sarà il loro anno, anche se pure il 2025 lo è stato, hanno vinto l’under 12 e ottenuto un bel piazzamento nelle finali under 13. Hanno sicuramente un bel futuro. Forse il 5° posto ci sta stretto, sulla carta eravamo la squadra favorita ma un torneo per ragazze che non hanno ancora dimestichezza ad affrontare partite di quel livello, dove anche sbagliare un punto può incidere, è complicato. Una sola partita persa non ci ha consentito di giocare per i primi 4 posti ma va bene lo stesso. Matteo si è ben comportato, questi tornei servono anche a far crescere gli allenatori, il compito era far giocare tutte e più o meno è avvenuto. Poi non è sempre semplice, anche in un roster così importante se le ragazze in campo di dimostrano di livello è difficile cambiarle perché è uno spettacolo vederle giocare”.




















