Dopo i primi 4 mesi bilancio positivo per il settore femminile di Riviera Samb Volley
09-01-2026 11:47 - NEWS GENERICHE
Nelle prossime ore ripartiranno i campionati, di categoria e giovanili, provinciali e regionali. Ma la tradizionale sosta per le festività natalizie è stata l’occasione per fare il punto, dopo i primi 4 mesi, sull’andamento del progetto tecnico per la stagione 2025/2026 predisposto dallo staff tecnico, dal direttore sportivo Alessandro Di Buonnato e dai due direttori tecnici, Maurizio Medico (femminile) e Rocco Netti (maschile). Partiamo dal settore femminile, con uno sguardo alla situazione generale e, poi, un’attenzione particolare su quelli che sono i punti fondamentali del progetto stesso.
“Da un punto di vista generale – afferma Maurizio Medico – se ci focalizziamo sull’impegno il bilancio è molto positivo, tutte le atlete stanno apprendendo e costruendo basi solide, abbiamo molti gruppi ed ognuno di loro ha degli obiettivi e dei bilanci. Per quelli spetta ai tecnici di riferimento, per quanto mi riguarda parlerò del processo o, se vogliamo meglio dire, del percorso”. Partendo dalle linee tecniche rivolte a migliorare lo staff inserite nel progetto.
“Siamo in linea con il programma stilato ad inizio stagione – sostiene il dt – abbiamo già buttato le basi nella prima riunione tecnica, dando materiale per stilare allenamenti qualitativamente alti in tutti i gruppi, nella prossima riunione continueremo a dettare linee e protocolli. Lo staff al momento è in apnea per l’enorme mole di lavoro (tornei compresi) ma sembra che ci sia molta armonia ed i gruppi stanno lavorando sodo e senza particolari problematiche. Sicuramente nella prossima riunione ci confronteremo per migliorare quello che al momento non va. Per quanto riguarda, invece, le linee tecniche per migliorare gli atleti è un progetto molto laborioso che io e Rocco Netti ci siamo messi in testa, siamo stati molto determinati nello stilarlo. Lo abbiamo già iniziato e nella prossima riunione ne consegneremo una parte. E’ un progetto che non si può concludere in breve tempo e siamo consapevoli che necessiterà di aggiustamenti costanti, ma è necessario per una realtà come la nostra dove l’asticella è sempre molto alta e l’esigenza di avere un linguaggio univoco è determinante”.
Andando, poi, ad analizzare nel dettaglio gli obiettivi del progetto uno di quelli fondamentali riguarda la “creazione dei cicli”. “Ha bisogno di tempo – prosegue il direttore tecnico rossoblu – perché il lavoro che occorre svolgere all’interno di ogni gruppo tocca diversi aspetti. Al momento le aspettative sono alte, c’è voglia di lavorare e migliorarsi ma gli spazi ed il tempo sono pochi, così partecipiamo ai vari tornei per non far perdere il ritmo di gara. Ogni anno usciamo dalle feste con una carica enorme, sperando che anche quest’anno sia così (anche se bisogna fare i conti con i malanni di stagione)”. Non meno importante è l’obiettivo di dare a tutti le giuste opportunità. “Il progetto prevedeva di far giocare un numero determinato di gare - spiega Maurizio Medico - ma ad oggi qualcosa occorre modificare, purtroppo le nostre esigenze non combaciano con quanto effettivamente la federazione mette in pratica, quindi abbiano fatto alcune modifiche in alcuni gruppi selezionati. Per questo è fondamentale la sinergia tra i vari gruppi. E grazie alla collaborazione tra i vari coach riusciamo a risolvere questa problematica scambiando giocatrici tra i vari gruppi, il regolamento lo consente e noi siamo in linea con quanto autorizzato. Occorre sempre una mediazione per salvaguardare il gruppo e le giocatrici, poi tutto si sistema”.
“Tutto ciò che facciamo – aggiunge Maurizio Medico – alla fine ha come scopo l’atleta, tutto volge a farlo esprimere al massimo in modo da fornirgli le giuste opportunità. Per farlo la società ci dà il massimo sostegno, comprando tutto ciò che è possibile per consentire lo sviluppo degli allenamenti. Ma la maggior parte del merito andrà agli atleti stessi perché ciò che si richiede, sacrificio, costanza, determinazione, resilienza, viene da loro, noi dobbiamo essere bravi nel tirarlo fuori da ognuno di loro”.
Un aspetto particolare su cui il direttore tecnico rossoblu si sofferma è la cosiddetta “cultura dell’errore”. “Sappiamo tutti – spiega – che la crescita passa attraverso l’errore, sbagliare non è un problema, piuttosto è negativo quando non ci si prova o quando non ci vogliamo togliere dalla nostra zona di confort. Sbagliamo anche noi e la nostra bravura è ammetterlo, affrontarlo e superarlo, un po' come quando modifichiamo un progetto in corsa, è un aggiustamento ma fondamentalmente è un errore alla programmazione che prontamente cerchiamo di risolvere. Chi pensa di non sbagliare mai non sta con i piedi per terra. Consci di questo utilizziamo il confronto costante, di sicuro non le lasciamo scorrere come se nulla fosse. La capacità di gestire gli errori la paragono un po' ad una diga, la capacità di trattenere l’acqua e all’occorrenza lasciarla scorrere è il metodo che utilizzo per insegnare e gestire. Occorre sempre dare tutte le opportunità a staff ed atleti di sbagliare, poi all’occorrenza si interviene per far capire dove si è sbagliato e perché”.
Al di là dei risultati di squadra, l’obiettivo finale, ma anche il compito più arduo, è riuscire a portare il prima possibile delle atlete in prima squadra. “Ognuna deve fare il giusto percorso – conclude Maurizio Medico – ma non abbiamo molto tempo, quindi ho chiesto alla società di investire sullo staff perché occorre avere allenatori bravi che abbiano un metodo di insegnamento capace di far evolvere ragazze precoci e, contemporaneamente, avere allenatori che abbiano il metodo per ragazze meno precoci che devono fare il giusto percorso. E al momento non possiamo certo lamentarci, stiamo lavorando su dei gruppi che creino dei cicli, facciamo fare campionati e tornei di una certa rilevanza proprio per abituarle ad uno stress alto e competitivo. Una volta raggiunto l’obiettivo, le faremo esordire in prima squadra, lasciando ai coach di riferimento il compito di migliorarle e portarle a livello necessario”.
Come anticipato dal direttore tecnico Maurizio Medico, per quanto riguarda i singoli gruppi, successivamente pubblicheremo il punto degli allenatori di ogni gruppo.
“Da un punto di vista generale – afferma Maurizio Medico – se ci focalizziamo sull’impegno il bilancio è molto positivo, tutte le atlete stanno apprendendo e costruendo basi solide, abbiamo molti gruppi ed ognuno di loro ha degli obiettivi e dei bilanci. Per quelli spetta ai tecnici di riferimento, per quanto mi riguarda parlerò del processo o, se vogliamo meglio dire, del percorso”. Partendo dalle linee tecniche rivolte a migliorare lo staff inserite nel progetto.
“Siamo in linea con il programma stilato ad inizio stagione – sostiene il dt – abbiamo già buttato le basi nella prima riunione tecnica, dando materiale per stilare allenamenti qualitativamente alti in tutti i gruppi, nella prossima riunione continueremo a dettare linee e protocolli. Lo staff al momento è in apnea per l’enorme mole di lavoro (tornei compresi) ma sembra che ci sia molta armonia ed i gruppi stanno lavorando sodo e senza particolari problematiche. Sicuramente nella prossima riunione ci confronteremo per migliorare quello che al momento non va. Per quanto riguarda, invece, le linee tecniche per migliorare gli atleti è un progetto molto laborioso che io e Rocco Netti ci siamo messi in testa, siamo stati molto determinati nello stilarlo. Lo abbiamo già iniziato e nella prossima riunione ne consegneremo una parte. E’ un progetto che non si può concludere in breve tempo e siamo consapevoli che necessiterà di aggiustamenti costanti, ma è necessario per una realtà come la nostra dove l’asticella è sempre molto alta e l’esigenza di avere un linguaggio univoco è determinante”.
Andando, poi, ad analizzare nel dettaglio gli obiettivi del progetto uno di quelli fondamentali riguarda la “creazione dei cicli”. “Ha bisogno di tempo – prosegue il direttore tecnico rossoblu – perché il lavoro che occorre svolgere all’interno di ogni gruppo tocca diversi aspetti. Al momento le aspettative sono alte, c’è voglia di lavorare e migliorarsi ma gli spazi ed il tempo sono pochi, così partecipiamo ai vari tornei per non far perdere il ritmo di gara. Ogni anno usciamo dalle feste con una carica enorme, sperando che anche quest’anno sia così (anche se bisogna fare i conti con i malanni di stagione)”. Non meno importante è l’obiettivo di dare a tutti le giuste opportunità. “Il progetto prevedeva di far giocare un numero determinato di gare - spiega Maurizio Medico - ma ad oggi qualcosa occorre modificare, purtroppo le nostre esigenze non combaciano con quanto effettivamente la federazione mette in pratica, quindi abbiano fatto alcune modifiche in alcuni gruppi selezionati. Per questo è fondamentale la sinergia tra i vari gruppi. E grazie alla collaborazione tra i vari coach riusciamo a risolvere questa problematica scambiando giocatrici tra i vari gruppi, il regolamento lo consente e noi siamo in linea con quanto autorizzato. Occorre sempre una mediazione per salvaguardare il gruppo e le giocatrici, poi tutto si sistema”.
“Tutto ciò che facciamo – aggiunge Maurizio Medico – alla fine ha come scopo l’atleta, tutto volge a farlo esprimere al massimo in modo da fornirgli le giuste opportunità. Per farlo la società ci dà il massimo sostegno, comprando tutto ciò che è possibile per consentire lo sviluppo degli allenamenti. Ma la maggior parte del merito andrà agli atleti stessi perché ciò che si richiede, sacrificio, costanza, determinazione, resilienza, viene da loro, noi dobbiamo essere bravi nel tirarlo fuori da ognuno di loro”.
Un aspetto particolare su cui il direttore tecnico rossoblu si sofferma è la cosiddetta “cultura dell’errore”. “Sappiamo tutti – spiega – che la crescita passa attraverso l’errore, sbagliare non è un problema, piuttosto è negativo quando non ci si prova o quando non ci vogliamo togliere dalla nostra zona di confort. Sbagliamo anche noi e la nostra bravura è ammetterlo, affrontarlo e superarlo, un po' come quando modifichiamo un progetto in corsa, è un aggiustamento ma fondamentalmente è un errore alla programmazione che prontamente cerchiamo di risolvere. Chi pensa di non sbagliare mai non sta con i piedi per terra. Consci di questo utilizziamo il confronto costante, di sicuro non le lasciamo scorrere come se nulla fosse. La capacità di gestire gli errori la paragono un po' ad una diga, la capacità di trattenere l’acqua e all’occorrenza lasciarla scorrere è il metodo che utilizzo per insegnare e gestire. Occorre sempre dare tutte le opportunità a staff ed atleti di sbagliare, poi all’occorrenza si interviene per far capire dove si è sbagliato e perché”.
Al di là dei risultati di squadra, l’obiettivo finale, ma anche il compito più arduo, è riuscire a portare il prima possibile delle atlete in prima squadra. “Ognuna deve fare il giusto percorso – conclude Maurizio Medico – ma non abbiamo molto tempo, quindi ho chiesto alla società di investire sullo staff perché occorre avere allenatori bravi che abbiano un metodo di insegnamento capace di far evolvere ragazze precoci e, contemporaneamente, avere allenatori che abbiano il metodo per ragazze meno precoci che devono fare il giusto percorso. E al momento non possiamo certo lamentarci, stiamo lavorando su dei gruppi che creino dei cicli, facciamo fare campionati e tornei di una certa rilevanza proprio per abituarle ad uno stress alto e competitivo. Una volta raggiunto l’obiettivo, le faremo esordire in prima squadra, lasciando ai coach di riferimento il compito di migliorarle e portarle a livello necessario”.
Come anticipato dal direttore tecnico Maurizio Medico, per quanto riguarda i singoli gruppi, successivamente pubblicheremo il punto degli allenatori di ogni gruppo.




















